Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina, in persona dei sostituti procuratori procedenti, omette la verifica di somme indebite, vantate dalle banche referenti per decine di milioni di euro, consentendo al G.D. dott. Antonino La Malfa e collusi, di decretare il fallimento delle aziende facenti capo a Paolo Bolici per fini di lucro personale.

4 Giugno 2020 Off Di Paolo Bolici

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina, in persona dei Sostituti Procuratori procedenti, dott.ssa Daria Monsurrò, dott. Marco Giancristofaro, dott.ssa Luigia Spinelli, dott. Andrea D’Angeli, nominati nei procedimenti penali, in seguito alle denunce depositate da Paolo Bolici per conto delle proprie aziende, vittime di molteplici reati, omettevano, insieme ai CTU nominati, si cita prof. Alberto Dello Strologo, dott. Enzo Gambararo,dott. Salvatore Percuoco, dott. Fabrizio Iapoce, la verifica salvo altro, nonostante le insistenti denunce e precisazioni motivate con documentazione inconfutabile, delle somme indebite usurarie ed i molteplici reati messi in atto dal ceto bancario referente le aziende facenti capo a Paolo Bolici. Le continue archiviazioni, ingiustificate ed illegittime, a copertura dell’illecito praticato dalle banche, dei procedimenti penali avviati, non hanno consentito al Sig. Paolo Bolici di evitare il fallimento delle proprie aziende, con alle dipendenze quattrocento dipendenti, non solo , gli è stato impedito di ottenere la documentazione legittima per la revoca dei fallimenti dichiarati dal Tribunale di Velletri, in persona del G.D. dott. Antonino La Malfa, regista di una associazione per delinquere finalizzata a lucro personale.I danni provocati sono ingenti, stimati con perizia in un miliardo e mezzo di euro oltre la perdita dal lavoro per le numerose maestranze e l’indotto, un fatto indegno per chi dovrebbe tutelare gli interessi collettivi, come i Giudici soprannominati. La Vigilanza della banca d’Italia , su insistenti richieste di Paolo Bolici, previo accertamento, ha constatato la sussistenza delle doglianze ed indotto le banche ad azzerare i vantati crediti inesistenti consentendo il deposito per la revocazione dei fallimenti. Si precisa che nonostante la documentazione comprovante i reati, tutti i Giudici procedenti, nei vari gradi di giudizio, hanno archiviato i procedimenti consentendo a delinquenti il proseguo delle proprie attività illecite. Il caso Bolici rappresenta un esempio significativo di MALAGIUSTIZIA che affligge chi lavora onestamente, vittime sacrificali di un sistema contorto che deve cambiare.