In revoca il fallimento della ditta Paolo Bolici n.75/2014 Tribunale di Velletri

27 Febbraio 2020 Off Di Paolo Bolici

La emersa documentazione legittimata attestante la truffa messa in atto dal ceto bancario referente la ditta Paolo Bolici, colluso con gli organi della procedura concorsuale del Tribunale di Velletri, ha consentito il deposito dell’atto di revocazione del fallimento, in imminente decisione presso la Corte di Cassazione.Le banche , Unicredit, BNL, MPS, BPER, Banca Intesa,Banca Sella, responsabili di aver praticato usura ed anatocismo, per anni, nei rapporti di c/c intrattenuti con la ditta Paolo Bolici, percependo decine di milioni di euro per le somme indebite illegittimamente vantate, al fine di impossessarsi ulteriormente dell’ingente capitale immobiliare della ditta Paolo Bolici e dei beni personali dei Sigg.ri Bolici oltre i vantati ed inesistenti crediti pregressi, provocavano la crisi finanziaria di liquidità aziendale con l’illecita segnalazione alla CeRi che di fatto bloccava l’intera operatività finanziaria del gruppo Bolici, impegnato in commesse ed investimenti con importo notevole, costringendo, la ditta e le società appartenenti, al concordato preventivo. Nel periodo concorsuale avviato, le banche soprannominate, approfittandosi dell’impossibilità dei Sigg.ri Bolici di visionare gli estratti conto / CeRi , addebitavano somme non dovute per decine di milioni di euro, in violazione dell’art.169 L.F. e L.231/2002 art.1 comma 2, di seguito stornate per intervento della Vigilanza della banca d’Italia , intervenuta successivamente ai provvedimenti emessi avverso gli istituti di credito da parte della Procura della Repubblica di Latina. L’associazione per delinquere in essere presso il Tribunale di Velletri Sezione Fallimentare, in persona dei Commissari Giudiziali , avv. Renato Negroni, dott. Umile Sebastiano Iacovino e dott. Antonino La Malfa,collusa con il ceto bancario referente, ammetteva al voto per l’omologa del concordato preventivo, le banche con valore di credito dovuto alle vantate ma inesistenti somme indebite, determinando il fallimento della ditta. tale piano premeditato è stato finalizzato per impossessarsi dell’ingente capitale dei Sigg.ri Bolici e spartirne i proventi con cessioni a prezzi irrisori verso compiacenti, come di seguito avveratosi. L’attività liquidatoria è stata affidata all’avv. Maria Virginia Perazzoli, soggetto con una speciale inclinazione per fini di lucro, avendo, il professionista, un’indole particolarmente malvagia originata da un vizio totale per delinquere, nominato curatore del fallimento ditta Paolo Bolici. Si rende noto che l’avv. Perazzoli è stato oggetto di innumerevoli denunce penali per depauperamento del capitale, truffa ed altri reati. SI PRECISA CHE SONO IN CORSO AZIONI REVOCATORIE PER I BENI ALIENATI ILLEGITTIMAMENTE DAL CURATORE, IN ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE CON LA PBG SRL ED ALTRI COLLUSI. SI CONCLUDE AFFERMANDO CHE E’ STATA CONSUMATA UNA COLOSSALE TRUFFA MESSA IN ATTO DALLE BANCHE REFERENTI E DAGLI ORGANI NOMINATI NELLA PROCEDURA CONCORSUALE DITTA PAOLO BOLICI, DAL TRIBUNALE DI VELLETRI, CHE HA CAUSATO LA PERDITA DAL LAVORO PER QUATTROCENTO DIPENDENTI OLTRE IL DEPAUPERAMENTO DEL CAPITALE, I DANNI SONO STATI PERIZIATI, DAL CONSULENTE TECNICO INCARICATO, IN CENTINAIA DI MILIONI DI EURO, SOMMA CHE DOVRA’ ESSERE RISARCITA DA TUTTI I RESPONSABILI, VISTO GLI ATTI RISARCITORI IN CORSO PRESSO LE SEDI COMPETENTI.